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Quote Latte: fondamentale evitare che le multe non versate ricadano su tutti i cittadini italiani
11/07/2014

“Il parere motivato che la Commissione europea ha comunicato ieri in merito alla procedura di infrazione relativa al mancato versamento delle multe latte contiene delle valutazioni estremamente gravi, ma che certo non possono definirsi inedite”: questo il commento del presidente di Confagricoltura Lombardia Matteo Lasagna sul secondo passaggio della procedura, dopo la notifica della messa in mora avvenuta lo scorso 20 giugno.
“La nostra Organizzazione ha sostenuto da anni la necessità che il Regime delle Quote Latte venisse pienamente attuato nel nostro Paese anche attraverso una piena esecuzione delle procedure utili a riscuotere il prelievo supplementare non pagato da parte di una ristretta cerchia di allevatori e le inefficienze della amministrazioni preposte a tale attività erano già state evidenziate esplicitamente nella relazione delle Corte dei Conti”.
“Dispiace ritrovare nel parere della Commissione europea – prosegue Matteo Lasagna – alcuni argomenti che Confagricoltura ha ribadito costantemente nel corso di tanti anni di battaglia sindacale relativa a questa vicenda: il discredito che tale situazione ha generato a danno dell’Italia nel contesto europeo e la concorrenza sleale esercitata dai produttori che mai hanno rispettato le norme comunitarie e nazionali sulle Quote Latte nei confronti di chi, invece, ha sempre agito nell’ambito della legalità, compiendo spesso anche un notevole sforzo economico per l’acquisto delle quote di produzione o per pagare correttamente le eventuali multe maturate per gli esuberi produttivi realizzati. Evidentemente avevamo ragione, ma ciò non può certo rappresentare per noi un motivo di soddisfazione”.
“Non posso poi nascondere la nostra preoccupazione per i possibili sviluppi della procedura in atto – conclude il presidente di Confagricoltura Lombardia – L’Italia dovrà fornire entro due mesi una risposta soddisfacente alla Commissione europea, pena l’eventuale deferimento alla Corte di Giustizia europea che, di conseguenza, potrebbe comminare al nostro Paese pesanti sanzioni. È quindi evidente la necessità che la pubblica amministrazione si attivi, con la massima determinazione e rapidità, a riscuotere la somma ancora pendente – circa 1 miliardo e 395 milioni di euro – dai produttori inadempienti e a fornire così alla Commissione europea una dimostrazione della volontà di affrontare e risolvere il problema. Nel caso ciò non avvenisse, infatti, le multe non versate e le possibili sanzioni andrebbero a ricadere sul bilancio dello Stato e quindi, indirettamente, su tutti i cittadini italiani. Un’ingiustizia assolutamente inaccettabile in un momento di grave crisi economica, in cui tutti i contribuenti sono già stati chiamati a compiere notevoli sacrifici”.

Clicca qui per scaricare il comunicato stampa.

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