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Riso: Confagri annuncia proteste nel Nord Italia e blocco contrattazione delle Borse Merci
14/07/2014

Roma, (agra press) - "Se non si arresta l'importazione selvaggia di riso a dazio zero dalla Cambogia, la risicoltura italiana, la più importante in Europa, tornerà in meno di un anno ai livelli produttivi di venti anni fa, mettendo a rischio l'equilibrio idrogeologico di una vasta zona compresa tra il po ed il Ticino", avverte Confagricoltura annunciando manifestazioni di risicoltori in tutto il nord d’Italia.

"I risicoltori di Confagricoltura - informa un comunicato - manifesteranno contro questo lento 'strangolamento' del settore, bloccando per una settimana l’attività di contrattazione delle principali Borse Merci nelle province risicole del nord: il 14 luglio a Novara, il 15 a Vercelli e a Milano, il 16 a Pavia e il 18 a Mortara". A causa della concorrenza del riso cambogiano, infatti, "i prezzi di mercato delle varietà italiane di riso lungo b (indica) - spiega l'Organizzazione agricola - sono scesi dai 26 euro/qle dello scorso febbraio, agli attuali 22 euro, livello che ormai non copre neppure i costi di produzione". "A poco serviranno gli aiuti della nuova PAC 'verso il 2020', pesantemente ridimensionati dal prossimo anno, e nemmeno - precisa Confagricoltura - il pagamento specifico per il riso previsto a livello nazionale aiuterà più di tanto, scontando la scelta, miope, di non utilizzare tutti i fondi disponibili per questa misura di sostegno ai settori in crisi".

Confagricoltura ricorda che "le importazioni nell'Unione Europea di riso di origine cambogiana, che non è soggetto al dazio doganale di 175 euro/ton., sono aumentate nell'ultima campagna di commercializzazione di quasi 100 mila tonnellate, sfiorando le 200 mila in 12 mesi". "In soli nove mesi dell'attuale campagna (settembre 2013 - maggio 2014) il quantitativo importato dalla Cambogia - sottolinea l'Organizzazione agricola - è più che raddoppiato rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, con la prospettiva di toccare le 250 mila tonnellate entro il prossimo agosto". "In sostanza - rileva Confagricoltura - grazie alle condizioni preferenziali che le derivano dal proprio status di paese meno avanzato, la Cambogia sta esportando 'a mani basse' sul mercato europeo, diventato il suo principale sbocco commerciale, sostituendo gli altri competitor asiatici che sono invece soggetti al dazio".

Secondo l'Organizzazione agricola, "permanendo queste condizioni, la nuova campagna commerciale che si aprirà il prossimo 1° settembre registrerà un notevole appesantimento dell'offerta di risone e riso lungo b, con un aumento dell'invenduto di oltre 500.000 quintali rispetto all'anno scorso". Confagricoltura "ribadisce al Governo Italiano e alla Commissione europea l'urgenza di ripristinare il normale dazio doganale sulle importazioni di riso proveniente dalla Cambogia, applicando la clausola di salvaguardia ai sensi dell'art. 22 del regolamento UE n. 978/2012".

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