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Meno sensazionalismo e più informazione sul settore suinicolo
22/05/2015

“Come Confagricoltura, essendo venuti a conoscenza del tema della trasmissione, avevamo scritto alla redazione per chiedere di partecipare alla discussione in studio, ma la nostra richiesta non è stata accolta: di fatto si è negata la possibilità al mondo della produzione agricola di esprimere il proprio punto di vista su una questione che lo riguardava direttamente” così Matteo Lasagna, presidente di Confagricoltura Lombardia commenta la puntata di Anno Uno, trasmissione televisiva di La7, dedicata agli allevamenti suinicoli mandata in onda nella serata di ieri, giovedì 21 maggio.

“Il settore suinicolo italiano è una realtà produttiva e economica di grande rilevanza, con circa 26 mila allevamenti attivi sul territorio nazionale e un patrimonio di circa 10 milioni di capi allevati. E non solo: è anche un settore in cui le aziende hanno investito, nel corso degli ultimi anni, milioni di euro per adeguare le proprie strutture ai nuovi standard di benessere animale previsti dall’Unione Europea” prosegue Matteo Lasagna “E i nostri allevamenti sono soggetti a un sistema di controlli dei Servizi Veterinari pubblici che, per rigore e intensità, non teme confronti a livello europeo”.

“Voler raffigurare questa realtà attraverso immagini girate – e montate ad hoc - in tre allevamenti che rappresentano evidentemente delle situazioni limite ed un dibattito in cui un solo allevatore viene contrapposto ad un oncologo di fama mondiale e a numerosi rappresentanti di varie associazioni animaliste, vegetariane e vegane significa fare del sensazionalismo e non un’informazione seria sul nostro mondo, gettando discredito su migliaia di aziende e di allevatori che lavorano con serietà e competenza e nel rispetto di tutte le norme che regolamentano la loro attività”.

“Come Organizzazione, stiamo valutando la possibilità di intraprendere un’azione legale nei confronti della trasmissione e dei suoi autori per la rappresentazione distorta e fuorviante che hanno dato del settore suinicolo” conclude il presidente di Confagricoltura Lombardia “E chi volesse fornire all’opinione pubblica un’immagine reale del nostro mondo, non deve certo entrare furtivamente negli allevamenti per carpire immagini di nascosto. Siamo disponibili ad aprire le porte dei nostri allevamenti, in modo che tutti possano vedere le strutture in cui operiamo e le garanzie che offrono rispetto al benessere degli animali e alle legittime aspettative dei consumatori da un punto di vista della sicurezza e della qualità degli alimenti”.



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