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Contratti agricoli d'affitto in deroga: Confagricoltura Mantova batte Confai in tribunale
04/10/2016

Lo scontro in tribunale tra Confagricoltura Mantova e Confai Mantova (Confederazione agromeccanici e agricoltori italiani) termina con la vittoria dell’associazione che ha sede in via Luca Fancelli. A stabilirlo è stata la sentenza 3779, emessa due giorni fa dal tribunale di Mantova, che ha respinto le accuse mosse da Confai. La vicenda era nata in merito ai contratti agrari di affitto in deroga, che possono essere stipulati soltanto con l’assistenza di un’organizzazione professionale agricola maggiormente rappresentativa. Ma Confagricoltura Mantova aveva sempre messo in guardia i propri associati dal firmare contratti qualora la controparte si fosse appoggiata a Confai, perché il rischio era proprio quello che non ci fosse l’adeguata rappresentatività a livello nazionale, e ciò avrebbe inficiato la validità della deroga prevista dagli stessi contratti d’affitto.

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li agromeccanici dunque avevano sporto denuncia nei confronti di Confagricoltura Mantova in quanto sostenevano che quest’ultima li ritenesse privi del necessario peso nel settore agricolo e di conseguenza non riconoscesse la validità dei contratti da stipulare con loro. Nel proprio statuto, in data 14 febbraio 2011, Confai Mantova ha esteso la propria attività non solo alla cura e alla tutela degli interessi degli imprenditori e delle imprese agromeccaniche, ma anche a quella degli imprenditori agricoli professionali e dei coltivatori diretti. A sua volta Confai Mantova, aderendo nel 2012 a Confai e assumendo due anni dopo l’attuale denominazione in luogo di Apima (Associazione provinciale imprese di meccanizzazione), è divenuta in tutto e per tutto un’organizzazione operante a livello provinciale. Confai Mantova può dunque fregiarsi del titolo di “organizzazione professionale agricola”, ma come si legge nella sentenza «ciò non è sufficiente per poter riconoscere a Confai (e alle organizzazioni provinciali ad essa aderenti) la legittimazione a prestare assistenza alle parti stipulanti un contratto agricolo in deroga (ex articolo 45 legge 203/82). A tal fine infatti è necessaria la sussistenza anche dell’ulteriore requisito della “maggiore rappresentatività a livello nazionale”». E dato che si tratta in questo caso di imprese che prestano servizi in favore degli agricoltori e che svolgono quindi attività di natura commerciale e non imprenditoriale agricola «deve senz’altro escludersi – si legge ancora – che quelle agromeccaniche siano imprese agricole, bensì commerciali, che svolgono attività di servizi a favore di terzi».

A confermarlo ulteriormente anche i numeri, che dicono che Confai è presente solo in otto regioni italiane (in maniera diffusa solo in alcune province del Piemonte e della Lombardia), ha soltanto 623 imprese aderenti che svolgono esclusivamente attività agricola (contro le 360mila di Confagricoltura a livello nazionale) e non ha inoltre mai preso parte alle trattative per il contratto nazionale del settore agricolo, stipulando invece quello relativo ai lavoratori dipendenti delle imprese agromeccaniche. Dati questi elementi dunque il tribunale ha deliberato che «Confai, pur essendo organizzazione professionale anche agricola, non presenta il requisito della “maggiore rappresentatività a livello nazionale” della categoria degli agricoltori e, pertanto, non è legittimata a fornire assistenza per la stipula di contratti di affitto agrario. Conseguentemente la corte rigetta tutte le domande proposte dalle attrici nei confronti di Confagricoltura Mantova».

«Viene ripristinata la corretta rappresentanza – dice il direttore di Confagricoltura Mantova Daniele Sfulcini – non abbiamo mai discriminato Confai, ma soltanto mantenuto un comportamento che tutelasse i nostri associati. Se nel prossimo futuro dovessero sorgere interrogativi o problemi di illegittimità nei contratti, Confagricoltura Mantova è disponibile a esaminare eventuali vertenze e trovare una soluzione».


clicca qui per scaricare il comunicato di Confagricoltura Mantova

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