ACCESSO AREA RISERVATA: username password CERCA NEL SITO
HOME
LA FEDERAZIONE
  Chi siamo
  Dove siamo
  Come siamo organizzati
  Le Federazioni di Prodotto
  I nostri servizi
  Statuto
 
CONTATTACI
LA NOSTRA POSIZIONE
COMUNICATI STAMPA
  Anno 2017
  Anno 2016
  Anno 2015
  Anno 2014
  Anno 2013
  Anno 2012
  Anno 2011
  Anno 2010
 
EVENTI
FOTOGALLERY
VIDEO
ENTI COLLEGATI
  EAPRAL - Formazione
  C.A.A. Federlombarda
  Confagricoltura Donna
  Patronato ENAPA
  Agriturist Lombardia
  Confidi Systema!
  LegalMedia - Sede Amm.va
  A.N.G.A. Lombardia
  CAF Confagricoltura
  Associazione Pioppocoltori
 
PROGETTI
APPROFONDIMENTI
  PSR 2014/2020
  PSR 2007-2013
  Direttiva nitrati
  Energia da fonti rinnovabili
 
AREA DOCUMENTI
CONVENZIONI
LINK CONSIGLIATI
Caporalato, Agrinsieme: condividiamo lo spirito della norma, ma restano preoccupazioni sull'applicazione
19/10/2016

Un provvedimento positivo nella parte in cui si rafforzano le norme penali di contrasto al fenomeno del caporalato, attraverso l’introduzione di nuovi strumenti come la confisca dei beni e l’arresto in flagranza. Ora però molta attenzione va posta sull’applicazione delle disposizioni, su cui resta alta la nostra preoccupazione. Così Agrinsieme commenta l’approvazione della legge sul caporalato.

Se da un lato Agrinsieme non può che condividere lo spirito della norma, che è quello di mantenere alta l’attenzione sul fenomeno dello sfruttamento del lavoro rafforzando gli strumenti di controllo e repressione - azioni che vanno nella direzione di salvaguardare non solo i lavoratori, vittime di comportamenti criminali, ma anche la maggioranza delle aziende agricole sane che subisce un’ingiusta concorrenza sleale - dall’altro lato preoccupa molto il fatto che lo spirito della norma non sia stato adeguatamente tradotto nel testo.

Si è persa l’occasione di fare un provvedimento che avrebbe soddisfatto tutti -dice il coordinamento tra Cia, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative agroalimentari- perché le preoccupazioni rimangono e non riguardano solo il settore agricolo.

Nella parte in cui si individuano gli indici di sfruttamento del lavoro, infatti, non si è operata la dovuta distinzione tra reati gravi/gravissimi e violazioni, anche solo meramente formali, della legislazione e sul lavoro e della contrattazione collettiva. Ciò determinerà una totale discrezionalità da parte di chi è deputato all’applicazione della legge, in primis gli ispettori del lavoro e a un secondo livello la stessa magistratura, considerata la mole importante di contenzioso che presumibilmente si andrà a produrre.

Tali preoccupazioni, d’altra parte, sono state espresse anche da numerosi parlamentari durante la discussione in Aula attraverso la presentazione di specifici Ordini del giorno finalizzati a orientare l’applicazione concreta della norma penale a quelli che sono gli obiettivi prefissati, ovvero punire situazioni oggettive di reale sfruttamento del lavoratore.


Clicca qui per scaricare il comunicato stampa.
C.F. 80102910157 SEI IL VISITATORE NUMERO: 12249601 credits