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Forte preoccupazione di Confagricoltura Lombardia per il taglio alle risorse destinate al sistema allevatoriale
23/06/2017

Confagricoltura Lombardia prende atto con grande preoccupazione della decisione di ridurre in maniera drastica le già insufficienti risorse previste dal Piano di ripartizione e destinate al sistema allevatoriale. L’intesa raggiunta in Conferenza Stato Regioni tra il Ministero dell'Economia e i presidenti delle Regioni prevede infatti che dai 22 milioni di euro previsti si passi all’improvviso ad appena 7 milioni. Con un evidente collasso della rete di aiuti destinati, fra le altre cose, alla tutela della biodiversità e al sistema delle associazioni degli allevatori.
Scelta questa che evidenzia anche lo stato confusionale nel quale verso il MIPAAF, incapace di individuare le priorità strategiche per il comparto e ciò nonostante l’incredibile importanza che il settore riveste all’interno delle economie regionali, la nostra in particolare. È bene infatti ricordare che la Lombardia rappresenta la più importante Regione italiana per la zootecnia, producendo il 45% del latte nazionale, il 40% della carne suina, il 30% di quella bovina e il 34% di carni avicole e uova.
Da qui, la richiesta di Confagricoltura Lombardia di rivedere la ridistribuzione delle risorse in modo tale da preservare un comparto così importante, che non può essere schiacciato da mere logiche di razionalizzazione della spesa pubblica.
Oltretutto, già in passato il sistema delle Associazioni Provinciali degli Allevatori lombardi era stato pesantemente penalizzato da una ripartizione dei fondi che non aveva tenuto conto in alcun modo dell’effettiva incidenza che la zootecnia riveste per la nostra Regione. Ma ad aggravare la situazione hanno poi contribuito anche i commissariamenti delle APA di Milano, Cremona, Pavia, Como, Varese e Brescia, e la conseguente sostituzione, tanto frettolosa quanto raffazzonata, delle strutture provinciali con una nuova unica realtà regionale; e ciò, con il chiaro obiettivo di rastrellare risorse economiche, sottraendole però al territorio cui spetterebbero, con un conseguente, anche se inaccettabile, deterioramento di un patrimonio costituito con tanta cura e devozione nel corso di interi decenni dagli allevatori lombardi. In questo contesto, le scelte di AIA non hanno fatto altro che anticipare di qualche settimana quelle del Ministero, che appaiono sospettosamente simili.
Alla luce di tutto ciò, siamo a chiedere, oltre a un ripristino della dotazione dei fondi, il commissariamento di AIA perché è assolutamente impensabile che chi ha condotto il sistema allevatoriale a questa situazione, sia lo stesso soggetto che riesca a raggiungere una soluzione accettabile nel futuro.
Siamo in attesa ormai da troppi anni anche di una rivisitazione della legge 30 che permetterebbe una vera liberalizzazione del settore. Confagricoltura Lombardia chiede il sostegno di tutti gli allevatori perchè il sistema torni libero dalle logiche lottizzatrici delle ultime gestioni per assumere nuovamente il suo ruolo di aiuto tecnico, capace di innovazione; lo stesso che ha permesso alle aziende di fare quel salto di qualità che ci permette di difendere il made in Italy, tanto importante per l’economia del Paese.
clicca qui per scaricare il comunicato stampa

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