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PENSIONATO DAY: Ottima partecipazione alla giornata di protesta organizzata dai Cupla
03/05/2011

 

 

Milano - Il CUPLA (Coordinamento Unitario Pensionati Lavoro Autonomo) cui aderiscono le Associazioni Pensionati di Confartigianato, CNA, Casartigiani, Coldiretti, CIA, Confagricoltura, Confcommercio e Confesercenti, ha organizzato una giornata di mobilitazione nazionale il 29 aprile 2011 per il crescente malcontento degli anziani e dei pensionati che si trovano fare i conti con uno Stato Sociale sempre meno attento ai loro bisogni e che determina continue difficoltà quotidiane.

 
La riduzione del 30% del potere di acquisto delle pensioni, i recenti tagli apportati dalla “legge di stabilità” che hanno ridimensionato del 76% gli stanziamenti per le politiche sociali negli ultimi tre anni, l’azzeramento del Fondo per la non autosufficienza, sono solo alcuni dei temi evidenziati dalla grande mobilitazione  nazionale, che ha visto la presenza di anziani e pensionati in moltissime piazze di città italiane nei pressi dei palazzi che ospitano le istituzioni territoriali.
I tagli al welfare sono iniqui. Assistenza, previdenza, salute, sono settori che stanno pagando fortemente le conseguenze della crisi. Si interviene con tagli lineari e non selettivi, riducendo drasticamente le risorse stanziate per gli appositi fondi sociali o per gli Enti locali, costringendo questi ultimi a ridurre in modo traumatico servizi decisivi per la salute, per l’assistenza sociale, per la ricerca, per i più deboli, per gli esclusi.

 

 

 
 
 
I pensionati CUPLA di Confagricoltura Lombardia
 
 
 
È  errato e controproducente ritenere che i pensionati siano un peso per la società!
 
Per rilanciare la domanda interna e con essa, la produzione e il lavoro, occorre anzi porre rimedio alla perdita del potere di acquisto delle pensioni. L’ultima legge di Stabilità ma prima ancora la Manovra economica approvata il 26 luglio scorso, basate sui tagli lineari alla spesa, vanno nella direzione opposta.
 
In sintesi:
  • i pensionati hanno visto diminuire il loro potere di acquisto del 30 per cento;
  • i tagli apportati dalla “legge di stabilità” hanno ridimensionato gli stanziamenti per le politiche sociali del 76 per cento negli ultimi tre anni;
  • è stato azzerato il Fondo per la non autosufficienza;
  • sono stati chiusi molti ospedali e sono state ridotte le giornate di degenza ospedaliera senza incrementare i servizi di continuità;
  • è aumentato l’indebitamento delle famiglie (+ 5%) e si sono ridotti i risparmi (- 1,7%) e la spesa;
  • la povertà ha raggiunto fasce più ampie della popolazione.
 
In tutto questo il nostro punto di osservazione non può che essere quello di chi ritiene che la presenza sempre maggiore di anziani in Europa e in Italia debba essere considerata, non solo come un dato oggettivo con cui fare i conti, ma anche come una risorsa attiva da utilizzare. Non solo un peso per i conti pubblici da arginare, trasformando il welfare e quanto ruota attorno ad esso in un motore per lo sviluppo.
 
Il CUPLA ha deciso di intensificare la propria azione per far conoscere all’opinione pubblica le proprie proposte e per chiedere al Governo e al Parlamento di adottare politiche adeguate per uno sviluppo armonico e sostenibile del Paese nel quale possano convivere e reciprocamente alimentarsi le aspettative e i bisogni degli anziani con quelle della restante parte della popolazione, ed in particolare delle giovani generazioni.
 
In particolare l’impegno del CUPLA si svilupperà assiduo e costante su tutti i temi di carattere sociale che costituiscono la sua piattaforma propositiva.
 
 
Potere d’acquisto delle pensioni e povertà
 
Per evitare sacche sempre più ampie di povertà tra i pensionati il CUPLA propone un processo graduale di adeguamento dei trattamenti che si basi sui seguenti punti:
  • la creazione di un paniere ISTAT ad hoc per le spese delle famiglie dei pensionati, attraverso il quale calcolare la rivalutazione annuale delle pensioni;
  • il ripristino della doppia indicizzazione delle pensioni, non solo in base alle variazioni dei prezzi, ma anche in base alla variazione della massa delle retribuzioni lorde di contabilità nazionale;
  • la revisione dei criteri per il diritto alla cosiddetta quattordicesima, in modo da ampliare la fascia dei beneficiari, eliminando, nel contempo, la disparità di trattamento tra pensionati ex dipendenti e pensionati ex lavoratori autonomi;
  • l’ampliamento della platea beneficiaria della Social Card, che deve essere slegata da criteri caritatevoli;
  • l’eliminazione della disparità di trattamento tra i pensionati ex lavoratori autonomi ed i pensionati del lavoro dipendente in materia di assegni familiari;
  • la neutralizzazione del drenaggio fiscale che erode una quota della perequazione automatica, consentendo che la pensione lorda e quella netta aumentino di pari passo.

 

Clicca qui per scaricare il comunicato stampa.

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