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Pensioni: ”settore agricolo fanalino di coda”
03/08/2012

 

“I dati diffusi dall’Istat sulle pensioni degli italiani non contengono sorprese perché confermano l’esiguità delle cifre a disposizione degli anziani. Poco più di 1000 Euro al mese per gli uomini e una media di 650 Euro per le donne, ma in agricoltura e nel settore autonomo buona parte delle pensioni sono ancora al trattamento minimo, anche se sono di pari importo per uomini e donne: circa 600 euro al mese”. Lo ha detto Bruno Allegretti, presidente del Sindacato pensionati della Confagricoltura e del CUPLA, il coordinamento di tutte le associazioni pensionati di commercio, artigianato e agricoltura, in occasione della presentazione dei dati sui trattamenti INPS.
 
“Nel 2012, l’Anno europeo della solidarietà tra le generazioni, come pensionati della Confagricoltura e come CUPLA chiediamo che gli over 65 e i più anziani, esposti a maggiore rischio di malattia, vengano messi in condizione di sostenere le spese per mantenere un buono stato di salute e per permettersi ausili eventualmente necessari”.
 
“Gli ultra sessantacinquenni continuano l’attività lavorativa per mantenersi attivi, ma anche per arrotondare una pensione, troppo spesso, non sufficiente a mantenere un potere d’acquisto adeguato, proprio quando le esigenze sono destinate a crescere con l’età – osserva Allegretti –. E gli autonomi, addirittura, sono gli unici tra i pensionati a non percepire l’assegno per il nucleo familiare, ma i vecchi e più modesti assegni familiari”. Per fortuna in campagna, per i 1.800.000 pensionati del settore, esistono ancora reti di solidarietà e forme di autoproduzione alimentare.
 

 

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