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L’agricoltura non spreca le risorse idriche ma le utilizza per produrre cibo
04/12/2012

 

“La sfida dell’acqua non investe solo il Terzo mondo ma anche l’Europa. La carenza idrica è un fenomeno preoccupante che riguarda almeno l’11% della popolazione europea ed il 15% del territorio dell’UE. Anche a seguito dei cambiamenti climatici, pure le nazioni più avanzate e l’Italia dovranno investire nell’ottimizzazione dell’uso delle risorse idriche. Per l’agricoltura significa produrre di più, utilizzando meno acqua. Per il Paese significa investire nel futuro, in qualcosa che migliora la vita di tutti”. Lo ha detto il presidente di Confagricoltura Mario Guidi nel convegno, promosso dalla sua Organizzazione, su “Acqua e agricoltura”.
 
“Molti, quando si parla del bene acqua, mettono sul banco degli imputati l’agricoltura per la quale la risorsa idrica è uno strumento di produzione – ha rimarcato il presidente Guidi -. Ci tengo a sottolineare con forza che il mio settore non spreca l’acqua, ma la usa per ottenere cibo, il bene primario assoluto. Comunque l’acqua impiegata nell’uso irriguo non fuoriesce dal ciclo idrologico naturale e, se non fosse prelevata per l’irrigazione, in alcuni periodi dell’anno finirebbe non utilizzata in mare”. 
 
“La risorsa idrica è uno dei più importanti fattori di competitività dell’agricoltura – ha spiegato il presidente di Confagricoltura - Oltre il 40% della produzione agricola si avvale dell’irrigazione, mentre il rapporto tra superficie irrigata e SAU è pari al 20%. Per questo chiediamo una nuova politica di gestione dell’acqua in agricoltura che sia politicamente condivisa ed economicamente sostenibile, senza inaccettabili intenti punitivi, come l’inasprimento della tariffe”. 
 
“Altro problema da affrontare – ha aggiunto Mario Guidi – è quello “di una rete di distribuzione colabrodo con quasi la metà dell’acqua disponibile (47%) che non giunge a destinazione e si disperde. L’impegno dovrà essere quello di investire in ricerca e  innovazione per rendere efficiente la rete di adduzione. Sarà importante il contributo delle Regioni, attraverso i piani di sviluppo rurale, delle Autorità di bacino e dei consorzi di bonifica”.
 
“Nel nostro contesto climatico, che sta diventando sempre più complesso anche a causa di fenomeni estremi come le inondazioni e la siccità – ha concluso il presidente di Confagricoltura - la disponibilità di acqua a prezzi contenuti e un efficiente rete di scolo, con conseguente mantenimento della sicurezza idraulica del territorio, sono elementi indispensabili per produrre in quantità e qualità”.
 

 

Clicca qui per scaricare il comunicato stampa.

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