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Direttiva Nitrati, monito dell’Europa all’Italia
30/01/2013

 

Le novità in materia di applicazione della Direttiva Nitrati introdotte dalla conversione in Legge del Decreto Crescita sono al centro di un ampia discussione tra le istituzioni a livello regionale, nazionale e comunitario in merito alla delicata situazione normativa che si è venuta a determinare.


L’articolo 36 della Legge 221/2012 concede infatti alle Regioni novanta giorni per rivedere la delimitazione delle zone vulnerabili ai nitrati di origine agricola e, nelle more dell’attuazione di tale disposizione e comunque non oltre il 18 dicembre 2013, stabilisce nelle zone vulnerabili ai nitrati l’applicazione delle disposizioni previste per le zone non vulnerabili.


La reazione della Commissione Europea all’approvazione della Legge 221/2012 non si è fatta attendere e già con due comunicazioni specifiche ha allertato l’Italia sulla delicatezza della situazione, soprattutto per quanto attiene all’annullamento dei vincoli delle zone vulnerabili.


Il Commissario europeo all’Ambiente ha infatti inviato il 16 gennaio scorso ai Ministri italiani una lettera in cui ha invitato l’Italia a prendere provvedimenti normativi correttivi per evitare che le aziende, per gli effetti della Legge 221/2012, non siano conformi ai requisiti della Politica Agricola Comune. A tale lettera ha fatto seguito quella della Direzione Ambiente della stessa Commissione, con cui è stato avviato il formale iter informativo che precede l’eventuale inizio di una procedura di infrazione comunitaria ponendo una serie di quesiti diretti ad approfondire specificamente la problematica.


Nello stesso tempo, anche a seguito della presa di posizione della Regione Emilia Romagna che per prima ha deliberato l’intenzione di non applicare la Legge 221/2012, la stessa Emilia Romagna, la Lombardia, il Veneto ed il Piemonte hanno comunicato congiuntamente al Governo lo scorso 25 gennaio tramite i rispettivi Assessori all’agricoltura l’intenzione di non applicare i nuovi limiti sui nitrati previsti dalla Legge 221/2012 fino a quando non sarà stata chiarita la compatibilità della norma con il diritto comunitario.


Diversa è invece la questione della riperimetrazione, obiettivo comune delle Regioni che non desta preoccupazione (in quanto tale eventualità è comunque prevista dalla Direttiva Nitrati) e che può concretamente essere perseguito, alla luce della mole imponente di dati disponibili sulla qualità delle acque, dello studio specifico attualmente in corso commissionato ad ISPRA dal Ministero dell’Agricoltura sulla base dell’Accordo Stato-Regioni del 2011 e delle ricerche compiute dalle singole Regioni sull’origine dei carichi inquinanti.


In tale quadro, il Presidente di Confagricoltura Mario Guidi ha trasmesso una lettera ai Ministri dell’Ambiente e delle Politiche agricole con la quale si chiede urgentemente di far chiarezza sulla situazione normativa, ciò al fine di dare risposte puntuali alle esigenze delle imprese zootecniche ed evitando contemporaneamente inutili e dannosi contenziosi con l’Unione Europea.

 

Clicca qui per scaricare il comunicato stampa.

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