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Divieto invernale di spandimento dei reflui, serve una riforma normativa
26/11/2013

 

Confagricoltura Lombardia, nel ringraziare l’amministrazione regionale per il differimento al 1° dicembre dell’inizio del divieto invernale di spandimento dei reflui – motivato sulla base delle cattive condizioni meteorologiche verificatesi nella scorsa settimana -, segnala come l’attuale meccanismo di definizione del blocco stia già da anni creando numerose criticità applicative alle aziende zootecniche lombarde.
 
La fissazione di un periodo fisso di novanta giorni, infatti, non consente di tenere in considerazione le effettive condizioni meteorologiche nei periodi immediatamente precedenti e successivi al divieto e, come spesso già accaduto, può determinarne indiretti ma effettivi allungamenti con conseguenti criticità sia ambientali che gestionali, ciò a maggior ragione nell’attuale annata agraria caratterizzata da un notevole ritardo delle operazioni di raccolta delle colture causato dal maltempo occorso durante la primavera.
 
Si rileva inoltre come la necessità di rispettare tali limiti temporali implichi il rischio di dover entrare in campo per effettuare lo spandimento in condizioni non ottimali da un punto di vista agronomico, con le relative conseguenze negative sulla struttura del terreno e sulle successive colture, compromettendo fin dalla partenza le future produzioni. Gli agricoltori, abituati a lavorare con i ritmi della natura e del clima, fanno fatica a comprendere come questi aspetti possano essere regolamentati per legge.
 
Confagricoltura Lombardia, pertanto, torna a evidenziare come l’utilizzo dei bollettini agrometeorologici sia la soluzione migliore per individuare, sulla base delle effettive condizioni meteorologiche, i giorni in cui gli spandimenti debbano essere vietati oppure concessi.
 
Tale impostazione non risulterebbe in contrasto con la Direttiva Nitrati, che infatti non dispone nulla di specifico in merito demandando agli Stati membri  la determinazione dei periodi non idonei all’utilizzazione agronomica dei reflui: è infatti con la norma nazionale di recepimento – ovvero il DM del 7 aprile 2006 – che si è optato per la definizione di un periodo fisso di divieto, attribuendo alle singole amministrazioni regionali il compito di individuarlo annualmente.
 
Conseguentemente, Confagricoltura Lombardia rivolge un appello al ministro dell’Agricoltura Nunzia De Girolamo ed al ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, nonché all’assessore regionale all’Agricoltura Gianni Fava, affinché si adoperino per quanto di loro competenza ai fini della modifica delle norme nazionali vigenti e per l’adozione di un criterio di individuazione del periodo di spandimento più rispondente alle reali esigenze operative delle aziende agricole.
 

Clicca qui per scaricare il comunicato stampa.

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