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Grave preoccupazione per le scelte nazionali su PAC e PSR
16/12/2013

“Leggo con grande preoccupazione le considerazioni dell’assessore regionale all’Agricoltura Gianni Fava, a seguito del suo intervento al convengo organizzato venerdì a Verona dal Coordinamento Agrinsieme sulla nuova Politica Agricola Comunitaria, in merito alle scelte attuative a livello nazionale che sono emerse in sede di Conferenza Stato – Regioni” afferma il presidente di Confagricoltura Lombardia, Antonio Boselli.

“Trovo totalmente inaccettabile, come sottolinea lo stesso assessore Fava, l’ipotesi di adottare piani nazionali, finanziati con i fondi dello Sviluppo Rurale, anche per quanto riguarda il Piano irriguo e la Biodiversità, nonostante le posizioni contrarie espresse da larga parte del mondo agricolo e da Confagricoltura in primo luogo” – prosegue Antonio Boselli – “Un indirizzo che, evidentemente, è legato ad interessi di parte, su quali occorre fare chiarezza, a fronte del sospetto che questo uso improprio di fondi destinati agli agricoltori serva a coprire inefficienze e sprechi di strutture da tempo controllate in via esclusiva da una singola Organizzazione agricola, ovvero la Coldiretti”.
“Altrettanto preoccupante l’ipotesi di rinunciare ad ogni forma di regionalizzazione dei premi PAC, scelta che renderebbe ancora più gravoso l’impatto delle nuove norme europee che già penalizzano fortemente settori come la risicoltura e la zootecnia, fondamentali per l’agricoltura lombarda” - continua il presidente di Confagricoltura Lombardia – “Sarebbe, al contrario opportuno, spostare, come consentito dall’impianto normativo comunitario, risorse dallo Sviluppo Rurale al Primo Pilastro per far fronte a questa situazione”.
“Ribadiamo per l’ennesima volta che le risorse finanziarie della PAC e del PSR devono avere come esclusiva priorità il sostegno alla competitività e all’innovazione - comprendendo in essa anche il ricorso alle biotecnologie - delle aziende agricole, senza essere disperse in attività collaterali al nostro mondo che non portano alcun reale beneficio agli unici veri protagonisti del settore primario: gli agricoltori” – conclude Antonio Boselli – “E non possiamo evitare di esprimere il nostro rammarico per il comportamento del Ministero che pare ignorare questa necessità, non dando ascolto alle istanze espresse dalle Organizzazioni di rappresentanza e dagli stessi interlocutori istituzionali delle Regioni”.
 

 

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