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Spandimento dei reflui: deve comandare la natura
27/01/2014

Le vasche di stoccaggio liquami colme e la cattive condizioni meteo riportano in primo piano la  problematica dello spandimento dei reflui. Per questo Confagricoltura Lombardia torna con forza a chiedere quanto già avanzato nel novembre scorso e cioè di rivedere, con estrema urgenza, il DM del 7 aprile 2006 con cui si era optato per la definizione di un periodo fisso di divieto allo spandimento, attribuendo alle singole amministrazioni regionali il compito di individuarlo annualmente.

 

La determinazione di un periodo fisso di novanta giorni non consente di tenere in considerazione le effettive condizioni meteorologiche nei periodi immediatamente precedenti e successivi al divieto e, come spesso già accaduto, può determinarne indiretti ma effettivi allungamenti con conseguenti criticità sia ambientali sia gestionali.Si rileva come la necessità di rispettare tali limiti temporali implichi il rischio di dover entrare in campo per effettuare lo spandimento in condizioni non ottimali da un punto di vista agronomico, con le relative conseguenze negative sulla struttura del terreno e sulle successive colture, compromettendo fin dalla partenza le future produzioni. È naturale, quindi, che gli agricoltori, abituati a lavorare con i ritmi della natura e del clima, fatichino a comprendere come questi aspetti possano essere regolamentati per legge.

 

Antonio Boselli, presidente di Confagricoltura Lombardia, fa notare come tutto ciò abbia comportato il fatto che ora gli agricoltori si ritrovino con le vasche piene ma nell’impossibilità di spandere e questo non per l’inadeguatezza delle vasche di stoccaggio, ma appunto per via di fattori metereologici impossibili da gestire. La scorsa primavera le piogge, infatti, avevano ritardato le semine e l’autunno altrettanto avverso ha posticipato le campagne di raccolta e quindi ritardato lo spandimento dei reflui.

 

Di conseguenza, Confagricoltura Lombardia rivolge un appello al ministro dell’Agricoltura e al ministro dell’Ambiente Andrea Orlando, nonché all’assessore regionale all’Agricoltura Gianni Fava, affinché si adoperino per quanto di loro competenza ai fini della modifica delle norme nazionali vigenti e per l’adozione di un criterio di individuazione del periodo di spandimento più rispondente alle reali esigenze operative delle aziende agricole. Confagricoltura Lombardia evidenzia anche che l’utilizzo dei bollettini agrometeorologici sia la soluzione migliore per determinare, sulla base delle effettive condizioni meteo, i giorni in cui gli spandimenti debbano essere vietati oppure concessi.Tale impostazione non risulterebbe in contrasto con la Direttiva Nitrati, che infatti non dispone nulla di specifico in merito, demandando agli Stati membri  la determinazione dei periodi non idonei all’utilizzazione agronomica dei reflui.

 

Non vogliamo sentirci dei fuorilegge, costretti quindi a spandere di notte o nei giorni di nebbia” ha dichiarato Boselli. “Chiediamo, però, norme che seguano i ritmi naturali. E per far ciò c’è bisogno di un nostro coinvolgimento nella stesura delle stesse in modo tale che siano chiare e snelle, senza appesantire ulteriormente le direttive comunitarie come regolarmente accade, determinando anche insopportabili aumenti di costi e di burocrazia. L’ambiente è agricoltura e l’agricoltura è ambiente, e gli agricoltori lavorano con e per la difesa dell’ambiente”. 

 

Clicca qui per scaricare il comunicato stampa.

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