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Cosa può fare l’Europa per tutelare il made in Italy?
17/03/2014

Si è appena conclusa l’Assemblea annuale di Confagricoltura Lombardia che ha visto confrontarsi alcuni degli Europarlamentari candidati alle prossime elezioni europee, Matteo Salvini, Lara Comi, Carlo Fidanza e Patrizia Toia, in un dibattito di stretta attualità sul tema: “Opportunità e sfide per un’Europa dalla parte delle imprese. Le richieste delle aziende agricole al Parlamento Europeo.”


A fare gli onori di casa il Presidente di Confagricoltura Lombardia, Antonio Boselli  e il Presidente di Confagricoltura Mario Guidi. Durante l’assemblea è intervenuto anche l’Assessore all’Agricoltura della Regione Lombardia, Giovanni Fava oltre al Presidente di Cremona Fiere - che ha ospitato l’evento - Antonio Piva.

 

Molti i temi trattati che hanno visto gli intervenuti confrontarsi su posizioni spesso divergenti. Si trovano, invece, in perfetto accordo sulla necessità di un intervento italiano più significativo. L’instabilità politica italiana degli ultimi anni, ha danneggiato l’incisività del nostro Paese a Bruxelles, impedendo di portare avanti istanze chiave per il settore agricolo nazionale. È fondamentale presentarsi alle prossime elezioni con un Governo in grado di fronteggiare con forza e tempestività le sfide che, oggi, il mercato agroalimentare deve affrontare.

 

La tutela delle eccellenze italiane deve passare da normative volte a parificare la concorrenza interna ai Paesi europei e, a maggior ragione, quelli extra UE. L’abolizione dei dazi, legislazioni poco chiare in termini nell’utilizzo di biotecnologie, normative che possono essere modificate a seconda degli interessi nazionali, non favoriscono un libero mercato, al contrario sono una via per la concorrenza sleale.

 

A questo si aggiunge anche una tendenza demagogica che esalta presunte politiche di greening e tutela dell’ambiente dimenticando come il mercato agroalimentare e il settore agricolo siano un pilastro dell’economia.

 

«La comunità europea deve farsi carico di difendere il made in Italy, di difendere le eccellenze produttive del nostro Paese da concorrenze sleali date, per lo più, da condizioni del lavoro inique e mancanza di controlli. Oggi derrate alimentari extra UE possono entrare liberamente nel nostro Paese a dazio zero, generando un meccansimo di concorrenza sleale che svantaggia i nostri prodotti tipici e le nostre DOP» - afferma Antonio Boselli, Presidente di Confagricoltura Lombardia.

 

Puntuale anche l’intervento di Mario Guidi, Presidente Confagricoltura che afferma: «Alle problematiche di relazione con l’UE, si aggiunge, a maggior ragione, un sistema Italia soffocato da lentezze burocratiche e da uno scollamento dalla realtà. Le istanze che portiamo avanti non riguardano un milione e 402 mila aziende agricole, ma le 400 mila che realmente producono PIL e reddito per il mercato italiano. È fondamentale, quindi, inquadrare con precisione quali siano le reali necessità».

 

Le prossime elezioni europee rappresentano il banco di prova per testare la credibilità del nostro Paese agli occhi della Comunità Europea in termini di strategia agricola e monetaria.



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