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Pagamenti accoppiati: fondamentale utilizzare il massimo budget disponibile
12/05/2014

Agrinsieme Lombardia esprime la sua crescente preoccupazione per il modo in cui sta evolvendo la discussione sulla nuova Politica Agricola Comunitaria in ambito nazionale ed in particolare modo riguardo l’attuazione del regime dei Premi Accoppiati, accentuata dal clima di incertezza che si è creato, con ripetuti rinvii delle decisioni ed un susseguirsi di proposte in continua trasformazione, se non addirittura in  aperta contraddizione tra loro.

Il Coordinamento Agrinsieme si è sempre espresso per l’utilizzo del massimo budget previsto dalle norme comunitarie, ovvero il 15 % del plafond nazionale comprensivo del 2 % vincolato per le colture proteiche, nella convinzione che i circa 570 milioni di euro che sarebbero così disponibili permetterebbero di sostenere in maniera efficace alcuni comparti strategici per la nostra agricoltura e di correggere le storture del nuovo meccanismo di Pagamenti Diretti.

Le ipotesi di un utilizzo di risorse limitato al 8 % o al 10 % del plafond nazionale appaiono poco convincenti, in primo luogo, per l’effetto pratico che ne deriverebbe: le risorse che verrebbero così risparmiate, verrebbero infatti riversate nel regime di Pagamenti Disaccoppiati con scarsissimo beneficio per gli agricoltori ed una dispersione di risorse certamente non auspicabile, a fronte della loro complessiva riduzione e della necessità di razionalizzarne al massimo l’impiego.

Agrinsieme Lombardia esprime inoltre la propria preoccupazione derivante dal fatto che - come dimostrato da tutte le simulazioni effettuate dallo stesso MIPAAF, in questa ipotesi - la Lombardia sarebbe fortemente penalizzata, con una perdita stimata in quasi 54 milioni di euro rispetto alla situazione attuale nel caso venga utilizzato solo l’8 % del plafond nazionale.

Una considerazione che non vuole essere una semplice rivendicazione campanilistica, ma che si basa su una motivazione logica: la Lombardia è la prima regione agricola italiana per produzione ed è quindi insensato credere che possa essere efficace, nell’interesse generale, una riforma della PAC che colpisca così duramente il nostro territorio.

In particolare, risulta indispensabile l’utilizzo del massimo budget disponibile per garantire un supporto efficace a comparti produttivi di fondamentale importanza per il made in Italy agroalimentare, quali la zootecnia da carne e da latte ed il riso, che in Lombardia trovano un’espressione di assoluta eccellenza.

 

Clicca qui per scaricare il comunicato stampa.

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