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Agrinsieme Lombardia: un nuovo approccio per la Direttiva Nitrati
27/05/2014

Agrisieme Lombardia interviene sulla questione della Direttiva Nitrati, con un documento inviato all’assessore regionale all’Agricoltura Gianni Fava e all’assessore regionale all’Ambiente Claudia Maria Terzi.

Nel documento elaborato dal Coordinamento che riunisce, a livello regionale, Confagricoltura, CIA ed Alleanza delle Cooperative agroalimentari viene analizzato l’impatto estremamente gravoso che questa direttiva comunitaria sta avendo sul settore zootecnico lombardo, evidenziando i limiti e le problematiche emerse dalla sua attuazione.

Una normativa che, contrariamente agli attuali indirizzi della legislazione comunitaria, pone dei vincoli rigidi senza fornire agli Stati membri l’opportunità di trovare, in fase applicativa, un equilibrio tra la fissazione dei necessari standard ambientali e gli specifici contesti economici, tecnici, sociali e meteorologici.

Numerose gli aspetti critici evidenziati nel documento, partendo dall’obbligo di compilazione di Piani di Utilizzazione Agronomica degli effluenti basati su parametri molto stringenti circa l’escrezione di azoto che portano numerosi allevamenti – impossibilitati ad acquisire nuovi terreni utili allo spandimento o ad installare impianti di abbattimento dell’azoto – a ridurre il numero dei capi allevati, con una conseguente ricaduta negativa sulla capacità produttiva dell’azienda.

Altro punto critico, già da tempo evidenziato, il divieto di spandimento dei reflui zootecnici nei mesi autunnali ed invernali fissato “a calendario” che, in caso di condizioni meteorologiche sfavorevoli, si protrae inevitabilmente oltre i limiti fissati, con grave conseguenze nella gestione dell’attività per le aziende: un limite che potrebbe essere superato facendo riferimento a specifici bollettini agrometeorologici, che consentano di individuare i periodi favorevoli all’effettuazione degli spandimenti.

Il Coordinamento Agrinsieme Lombardia sollecita quindi un approccio differente al problema, in un’ottica più ampia di contenimento dell’inquinamento idrico che, in primo luogo, sappia discernere il carico inquinante proveniente dal settore civile e industriale da quello di origine agricola, anche alla luce dell’inadeguatezza del nostro Paese in merito alla depurazione degli scarichi urbani attestata dalla procedura di infrazione comunitaria in corso al riguardo.

In particolare, Agrinsieme Lombardia auspica una rapida conclusione dell’attività di revisione delle zone vulnerabili a seguito dello studio scientifico commissionato ad ISPRA dalla Conferenza Stato – Regioni già nel maggio 2011, non trascurando i risultati delle sperimentazioni già avviate autonomamente da Regione Lombardia che attestano come i suoli della bassa pianura lombarda presentino elevati tassi di denitrificazione.

Un’applicazione della Direttiva Nitrati, in sintesi, che non deve porre vincoli che limitino la competitività delle nostre aziende nel contesto internazionale, con condizioni insostenibili che mettono a repentaglio la loro stessa esistenza, con le conseguenti pesanti ripercussioni negative riguardo la produzione agricola, l’occupazione e la tutela del territorio.

 

Clicca qui per scaricare il comunicato stampa.

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