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PAC: un accordo che penalizza l'agricoltura lombarda
11/06/2014

A distanza di due settimane dall’accordo raggiunto tra il MIPAAF e le amministrazioni regionali e dopo un attento esame dei documenti resi disponibili, non possiamo che confermare la nostra prima impressione negativa sulle scelte operate a livello nazionale in merito all’attuazione della nuova Politica Agricola Comunitaria” afferma il presidente di Confagricoltura Lombardia Matteo Lasagna.

“Diversi sono i punti che ci lasciano perplessi, partendo dalla questione dei Pagamenti Accoppiati per i quali, come ormai noto a tutti, si è deciso di utilizzare solo l’11 % del massimale nazionale e non l’aliquota massima consentita dai regolamenti comunitari, peraltro innalzata anche a seguito della posizione sostenuta dall’Italia durante il negoziato” prosegue Matteo Lasagna “Il Coordinamento Agrinsieme aveva presentato una proposta basata sull’utilizzo del massimo importo disponibile che avrebbe portato maggiori risorse a comparti strategici per la nostra agricoltura e avrebbe sostenuto in maniera più efficace le aziende agricole produttive, per accompagnarle nella competizione sui mercati internazionali”.

“Questa proposta non è stata accettata, preferendo riservare una quota maggiore del budget disponibile ai pagamenti disaccoppiati, con un impatto trascurabile sulle aziende ed una maggiore dispersione delle risorse. Lamentiamo inoltre anche una inadeguata valutazione degli effetti generati dal sensibile incremento della superfice ammissibile all’aiuto diretto, con una pesante influenza negativa dei pascoli magri ”. Sottolinea poi il presidente di Confagricoltura Lombardia “Evidentemente non si sono fatte scelte nell’ottica di sostenere la vera attività imprenditoriale in ambito agricolo, come dimostrano anche l’applicazione di una degressività molto accentuata per i pagamenti di importo superiore ai 150 mila euro destinati evidentemente alle aziende più strutturate – anche se è giusto riconoscere che la prevista detrazione dei costi sostenuti per la manodopera attenua l’impatto negativo di questa scelta – e la rimozione, avvenuta all’ultimo momento, della soglia minima di fatturato per il riconoscimento come agricoltore attivo che amplia, anche in questo caso, il numero dei potenziali beneficiari dei contributi della PAC, includendo così anche soggetti che è difficile immaginare come operatori professionali. Inoltre troviamo del tutto fuorviante indicare Confagricoltura come l’associazione che non vede nella zootecnia uno dei comparti strategici per le imprese agricole del nostro Paese; la prova dell’esatto contrario sta nel fatto che nella proposta di Agrinsieme era previsto un contributo superiore per tutto il comparto zootecnico nell’ordine di oltre 41 milioni di euro .

Il risultato ultimo di queste scelte è una forte penalizzazione della Lombardia e della sua agricoltura, nettamente prima in Italia per il valore della produzione realizzata, ed è pertanto difficile credere che queste scelte possano rivelarsi proficue per lo sviluppo futuro del comparto agricolo italiano” conclude il presidente Lasagna “Sono convinto che la revisione prevista per il 2016 non si risolverà quindi in un semplice adempimento formale, ma sarà un’occasione determinante per apportare i necessari correttivi alle decisioni che sono state prese”.

Clicca qui per scaricare il comunicato stampa.

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