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PAC: "L'assessore Fava accetti le critiche costruttive e risponda con atti costruttivi alle attese delle aziende agricole strutturate e professionali"
16/06/2014

“Fanno parte della dialettica, sacrosanta, le critiche di Confagricoltura alle decisioni dell’assessorato regionale della Lombardia in merito agli aiuti accoppiati che, a nostro avviso, non rispondono agli interessi legittimi ed alle attese degli agricoltori italiani (e lombardi)”. Lo ha detto il presidente di Confagricoltura Lombardia Matteo Lasagna rispondendo ad una denigratoria nota stampa dell’assessore Gianni Fava.

"Le decisioni assunte dalla Conferenza delle Regioni non sono vantaggiose per i produttori (anche lombardi) perché si guarda solo ai flussi finanziari nel loro complesso, in una logica ragionieristica. Così come, d'altronde, è stato condotto, dagli assessorati regionali, tutto il negoziato di recepimento della riforma”.

“Con l'impostazione scelta da Confagricoltura (e condivisa dal coordinamento Agrinsieme) prevedendo un montante del 13 più 2 per cento del massimale finanziario nazionale da destinare ai pagamenti accoppiati, i pagamenti per i settori ammissibili sarebbero stati di più. Per il latte, ad esempio, il plafond stabilito da Confagricoltura (e da Agrinsieme), avrebbe consentito di erogare oltre 90 milioni rispetto agli 84,6 previsti dal piano Mipaaf-Regioni, quindi indubbiamente un vantaggio finanziario per i produttori, dell'8 per cento circa (che diventa del 13% circa per le aree di pianura), con un corrispondente aumento dei pagamenti unitari per capo. Questo a parità di capi ammissibili; nel caso di aumento del numero di vacche, e quindi di produzione, l'aumento dei trasferimenti ai beneficiari ‘attivi’ sarebbe stato ancora maggiore”. Per quanto riguarda il comparto della carne bovina il presidente di Confagricoltura Lombardia ha ricordato come Agrinsieme abbia proposto un aumento del budget, di oltre il 30% superiore a quello del piano Mipaaf-Regioni (141 milioni di euro contro 107).

“Caro assessore – dice Matteo Lasagna rivolgendosi all'assessore Fava - sappiamo bene quali sono gli interessi degli agricoltori perché siamo… agricoltori. Non ci piacciono le decisioni che non tengono conto di chi produce, di chi 'fa', ma solo di chi 'ha'. È questa la logica delle nostre scelte politiche: premiare chi produce e si impegna in alcuni settori strategici che fanno crescita ed occupazione; che sono, come recita la normativa comunitaria, strategici dal punto di vista socio-economico-ambientale".

"Non crediamo - conclude il presidente di Confagricoltura Lombardia - al grande ‘blocco del Nord’ ma ad un sindacato libero, con vocazione europeista, che si muove con voce unanime nell’interesse dell’agricoltura nazionale, compresa quella del Nord e della Lombardia”.

Clicca qui per scaricare il comunicato stampa.

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